Quali esami si fanno, perché, e cosa succede se non li esegui
Cosa ti chiede il medico durante la visita
Una visita di medicina del lavoro si articola normalmente in tre momenti:
- anamnesi lavorativa e personale: mansione svolta, da quanto tempo, eventuali sintomi, patologie pregresse, terapie in corso
- esame obiettivo: parametri generali (pressione, peso, ecc.) e controlli mirati al rischio specifico
- eventuali esami strumentali o di laboratorio, stabiliti dal protocollo sanitario definito per la tua mansione

Quali esami e perché
Gli esami richiesti non sono uguali per tutti: dipendono dal rischio specifico a cui sei esposto secondo la valutazione dei rischi aziendale. È il medico competente a stabilire il protocollo sanitario — cioè quali esami fare e con quale periodicità — in base all’art. 41, comma 2, D.Lgs. 81/2008. Alcuni esempi:
| Rischio | Esame tipico | Perché |
| Rumore | Audiometria | Verificare eventuali danni all’udito: sorveglianza obbligatoria per esposizioni superiori a 85 dB(A) (valore superiore di azione), possibile già da 80 dB(A) su richiesta del lavoratore |
| Agenti chimici | Prelievo del sangue (funzionalità epatica/renale, parametri specifici) | Individuare precocemente effetti tossici dell’esposizione |
| Videoterminali | Test visivo | Verificare la funzione visiva |
| Polveri | Spirometria | Valutare la funzionalità respiratoria e individuare precocemente eventuali alterazioni polmonari legate all’esposizione |
| Mansioni a rischio per terzi (guida, lavori in quota, uso di armi/gas tossici, ecc.) | Drug test / alcol test | Verificare l’idoneità psicofisica quando un’alterazione metterebbe a rischio la sicurezza propria e di terzi (i dettagli sono trattati in un articolo a parte) |
Il drug test e l’alcol test seguono una disciplina specifica, più stringente di quella degli esami ordinari e saranno trattati a parte.
Se non fai un accertamento specifico (es. il prelievo del sangue)
Il medico competente non può obbligarti fisicamente a sottoporti all’esame. Ma se quell’accertamento è necessario per valutare il rischio a cui sei esposto, non potrà esprimere un giudizio di idoneità positivo senza di esso. In pratica resti nella stessa situazione di chi non ha completato la sorveglianza sanitaria: non puoi essere adibito alla mansione finché manca il giudizio, con le conseguenze previste dall’art. 59 (sanzione) e possibili provvedimenti disciplinari secondo il CCNL applicabile.
Diritti e doveri di lavoratore e datore di lavoro
Obblighi del lavoratore
- sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal protocollo stabilito dal medico competente (art. 20, D.Lgs. 81/2008)
- segnalare al medico competente eventuali variazioni del proprio stato di salute rilevanti per la mansione
- osservare le prescrizioni e le limitazioni indicate nel giudizio di idoneità
- utilizzare correttamente attrezzature e dispositivi di protezione messi a disposizione dal datore di lavoro
Obblighi del datore di lavoro
- nominare il medico competente e attivare la sorveglianza sanitaria nei casi previsti dalla normativa (art. 18, D.Lgs. 81/2008)
- non adibire il lavoratore alla mansione specifica senza il giudizio di idoneità del medico competente
- adottare le misure indicate dal medico competente: limitazioni, prescrizioni, misure di prevenzione
- garantire la riservatezza dei dati sanitari: riceve solo l’esito del giudizio (idoneo, idoneo con prescrizioni, non idoneo), mai la diagnosi o i dettagli clinici
Cosa può fare concretamente il datore di lavoro
Se rifiuti un esame necessario, il datore di lavoro non può obbligarti fisicamente, ma può: sospenderti cautelativamente dalla mansione a rischio finché non ti sottoponi all’accertamento o non arriva il giudizio; avviare provvedimenti disciplinari secondo il CCNL applicabile; nei casi più gravi o di rifiuto reiterato, procedere al licenziamento per giusta causa.
Se il giudizio del medico competente ti dichiara idoneo con prescrizioni o limitazioni (non idoneo alla mansione specifica ma idoneo ad altre), il datore di lavoro ha l’obbligo — non la semplice facoltà — di adibirti, ove possibile, a una mansione compatibile con le tue condizioni di salute (art. 42, D.Lgs. 81/2008), anche di livello inferiore, mantenendo se previsto dal CCNL la retribuzione corrispondente alle mansioni precedenti.
Il datore di lavoro non può in nessun caso utilizzare l’esito della sorveglianza sanitaria per finalità diverse dalla tutela della salute e sicurezza, né usarlo come pretesto per discriminazioni.
Tabella riassuntiva dei riferimenti normativi
| Riferimento normativo | Contenuto |
| Art. 18, D.Lgs. 81/2008 | Obblighi del datore di lavoro: nomina del medico competente e attivazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti |
| Art. 41, comma 2, D.Lgs. 81/2008 | Il medico competente stabilisce il protocollo sanitario (esami e periodicità) in base al rischio specifico della mansione |
| Art. 20, D.Lgs. 81/2008 | Obbligo del lavoratore di sottoporsi ai controlli sanitari previsti |
| Art. 42, D.Lgs. 81/2008 | Obbligo del datore di lavoro di adibire il lavoratore non idoneo alla mansione specifica a una mansione compatibile, ove possibile |
| Art. 59, comma 1, lett. a), D.Lgs. 81/2008 | Sanzione per il lavoratore che rifiuta i controlli sanitari obbligatori (arresto fino a un mese o ammenda da 284,77 a 854,30 euro) |
| Art. 41, comma 9, D.Lgs. 81/2008 | Ricorso del lavoratore contro il giudizio del medico competente, entro 30 giorni, all’organo di vigilanza territorialmente competente |
In sintesi
Gli esami richiesti durante la visita dipendono sempre dal rischio specifico della tua mansione, non sono standard per tutti: è il protocollo sanitario stabilito dal medico competente a definirli. Se rifiuti un accertamento specifico, la conseguenza è che il giudizio di idoneità non può essere espresso: resti sospeso dalla mansione finché non lo completi, con possibili sanzioni e provvedimenti disciplinari. Al tempo stesso il datore di lavoro ha precisi obblighi verso di te: deve attivare la sorveglianza sanitaria, rispettare le prescrizioni del medico competente e, se risulti idoneo solo a condizioni diverse, cercare di ricollocarti in una mansione compatibile invece di lasciarti semplicemente senza lavoro.